Perchè alle volte il nutrizionista non basta?

Perchè alle volte il nutrizionista non basta?

Quanti di noi, almeno una volta nella vita, non si sono recati dal nutrizionista pensando di risolvere una volta per tutte la lotta ai chili in eccesso?
Sono la prima ad alzare la mano!
Tuttavia è necessario fare una premessa: il lavoro svolto dai professionisti del settore è talvolta necessario, soprattutto se si è perso di vista il vero “ago” della bilancia e con “ago” voglio intendere il benessere e la salute.
Ciò nonostante, spesso, anche quando i segnali di malessere sono evidenti, non sempre si ha la capacità di agire sul cambiamento da soli ed in questi casi è saggia decisione chiedere aiuto.
Molti non sanno che lo psicologo alimentare potrebbe fare al caso tuo perchè, ove la dieta non arriva con i suoi mezzi, una maggiore conoscenza e consapevolezza di sé ti aiuterebbero ad acquisire le corrette strategie per diventare agenti attivi del proprio cambiamento.

Cerchiamo di capire insieme quali sono i passi da percorrere in questo percorso psicoeducativo:

  1. Scoprire quali sono i meccanismi che influenzano il tuo comportamento alimentare
  2. Peso ideale o peso reale? Quali sono le tue aspettative di dimagrimento e cosa si cela dietro il concetto di “perfezione”
  3. Analisi dei comportamenti reattivi al meccanismo del “o tutto o nulla”
  4. Analisi delle false credenze e convinzioni personali
  5. Cosa provi? Le emozioni e le compensazioni
  6. Definizione di nuovi obiettivi raggiungibili (a breve termine e a lungo temine)
  7. Come ti vedi? Lavoro sull’immagine corporea
  8. Comunicazione efficace: potenziamento sull’assertività

Ritrovare il giusto peso e ricominciare a piacersi è solo una delle sfaccettature legate alla cura di sé,  ma è il carburante verso un cambiamento più profondo, graduale e definitivo, in linea con il proprio essere e sentire.

Credere al falso mito della “forza di volontà” che sottende le diete e la capacità di dimagrire, conduce ancor di più verso un maggior senso di fallimento e conseguente frustrazione personale, che cammina a braccetto con quelli che tecnicamente vengono chiamati “pensieri automatici sabotanti”, ossia quell’insieme di credenze distorte che interferiscono con la possibilità di credere nel nostro intento e nelle nostre possibilità, indebolendo la motivazione nel perseguire l’obiettivo prefissato.

Facciamo un esempio pratico: la cosiddetta “forza di volontà” è associata a fattori di resistenza e negazione di una determinata tipologia di cibo (esempio i dolci).  Il meccanismo psicologico che s’innesca in questo caso è: più mi vieto quel cibo e più finisco col desiderarlo! Ed ecco che il comportamento disorganizzato che ne consegue è la perdita di controllo, che equivale allo sgarro.

Ed ecco che sopraggiungono le emozioni autodistruttive: ci si sente in colpa, mi giudico incapace, mi auto demolisco fino a quando non ci si da per vinti, gettando la spugna e auto-determinando la nostra sconfitta.

A. Beck (2013) insegna che questi errori molto comuni sono “distorsioni cognitive” che alterano la nostra capacità di focalizzarci su un obiettivo, privandoci la possibilità di sfruttare al meglio le nostre capacità e risorse interne.

Capire se i tuoi pensieri contengono credenze e convinzioni dannose per il tuo percorso di dimagrimento e per ottenere un cambiamento nel tuo stile di vita, è il primo passo da compiere per non ricadere in frequenti recidive e per ottenere risultati definitivi a lungo termine

…e non dimentichiamo che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (M. Proust).




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